IL TEATRO DELLA GENTE DI CRISTIANO CREMONINI: UNA PASSEGGIATA PER LA BOLOGNA DELLA MUSICA

Aggiornamento: 5 ago

Tra i portici della bella Bologna e le sue piazze, camminano curiose figure, musici per l’esattezza. Molti musicisti sono infatti passati per la città della musica amandola e cantandola. Cristiano Cremonini, tenore e scrittore, ripercorre le visite di alcuni tra i grandi autori della musica classica come Rossini e Verdi umanizzandoli e trasformandoli in semplici abitanti della città.


Alla presentazione del romanzo, tenutasi sabato 30 aprile al Centro Commerciale di Via Larga, Cristiano, intervistato dal Presidente di FITeL Emilia Romagna Laura Scandellari, ha raccontato le sue origini musicali, le sue passioni e la sua vena curiosa.


Laura Scandellari in dialogo con Cristiano Cremonini

«Ero un bimbo molto curioso. I miei genitori non erano appassionati d’opera ma avevano comunque comprato una raccolta di musica classica mai ascoltata a causa del lavoro. L’avevano lasciata in bella vista e io, da piccolo nel periodo delle elementari, per curiosità, mentre studiavo o disegnavo mi ero messo a ascoltarla. Mi piacevano molto le opere di Verdi e cominciavo a canticchiarci sopra per diletto. A dodici anni pensai di poter fare il tenore. E i miei genitori erano abituati alle mie varie passioni, c’è stata quella per i pesci tropicali, per gli animali, per i bonsai.»


Dopo anni di carriera in cui ha solcato i palchi di mezzo mondo, Cristiano Cremonini, ha interpretato circa una quarantina di ruoli trovando il più simile a lui in Nemorino, protagonista di Elisir d’amore. Ma la passione di Cristiano non si è mai fermata solo all’esibizione in se, negli anni ha pubblicato diversi libri sulla storia della musica. Il teatro della gente è l’ultima opera dell’autore.


«Nell’epoca barocca, l’effetto scenografico era molto più importante rispetto alla musica, tant’è che il nome del compositore a volte veniva addirittura omesso. Il teatro comunale di Bologna nato nel 1763 nei prossimi quattro anni subirà un restauro nella facciata di via del Guasto. Verranno utilizzati acciaio, legno e vetro per aprire una nuova ala per spettacoli collaterali al cartellone principale»


Confidente dei regnanti e personaggio politico di spicco, Farinelli è il primo autore trattato da Cremonini nel romanzo. Affascinante e seducente uomo, Farinelli, anche se nato a Andria, è sicuramente uno dei nomi bolognesi più conosciuto a livello mondiale. Importante centro musicale della città è l’accademia filarmonica che vide uno degli insegnanti più celebri ovvero Padre Giovan Battista Martini.


«Lo stesso Mozart venne a Bologna per conoscere il maestro e per superare l’esame della patente filarmonica che altro non era che un esame di contrappunto che permetteva di diventare maestro di cappella nelle principali città d’Europa. Padre Martini aiutò Mozart che probabilmente, senza di lui, non sarebbe riuscito a superare la prova»


Passa il tempo e in città, a inizio 800, arriva Gioacchino Rossini che «divenne consulente dell’allora conservatorio di Bologna, trasformando la città nella capitale musicale d’Europa grazie al suo prestigio come autore»


Ultimo ma non per importanza è l’arrivo di Verdi a fine 800. Si raccontano vari aneddoti sulle sue esibizioni che Cristiano colora di dettagli umanizzanti.


«Una volta Verdi partecipò a una replica di Wagner. Curioso e affascinato dalla musica del tedesco, Verdi si recò al Comunale a una delle ultime repliche in un palco laterale. Deciso a passare inosservato, purtroppo, appena sceso dal treno incontrò il maestro Mariani che ignorò camminando dritto fuori dalla stazione. Durante l’opera, Verdi rimase immobile nel palco negando il saluto al pubblico che l’aveva scoperto»


Quasi duecento anni di storia della musica hanno abitato le vie di Bologna, in neanche duecento pagine

di inchiostro messe nero su bianco da Cristiano Cremonini nel suo ultimo libro il teatro della gente.

I musicisti Giacomo Marchesini e Nicola Scialdone, insieme a Cristiano Cremonini e Laura Scandellari

Uno spettacolo-presentazione accompagnato oltre che dalla cultura di Cristiano e Laura, anche da alcune esibizioni degli Yoboeduet, Giacomo Marchesini e Nicola Scialdone vincitori della prima edizione del premio Alberghini che premia strumentisti di musica classica su scala regionale, ideato da Cremonini. I due giovanissimi ragazzi hanno realizzato e eseguito degli arrangiamenti su misura per i loro strumenti, terminando la serata con un omaggio al grande compositore Ennio Morricone.

Eleonora Poli


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