VICTOR HUGO: 220 ANNI DALLA NASCITA DEL PIÙ CONTEMPORANEO ROMANTICO

Opere moderne e musical che sbancano Broadway, i testi di Victor Hugo si adattano e prendono vita tuttora, a 220 anni dalla sua nascita.


Poeta e cantore degli ultimi, Hugo è uno dei capisaldi del romanticismo francese. Lontano dai modelli malinconici e solitari dei suoi colleghi, Victor Hugo è padre di uno stile tragico macchiato di speranza, capace sempre di portare a un riscatto sociale. Nato nel 1802, gli anni intorno al 1827, a seguito dell’uscita del suo dramma storico Cromwell, segnano il periodo più florido della vita dello scrittore. La sua abitazione è luogo di incontri tra letterati, artisti e politici, uno dei salotti più in voga della città parigina.

Victor Hugo
lo scrittore Victor Hugo

Tristemente accomunato alla sorte che colpisce quasi tutti gli autori romantici europei, la vita privata di Victor Hugo è tragica e segnata dal lutto. Convogliato a nozze con Adele a appena 18 anni, diventa in breve tempo padre di cinque figli tutti, a parte una rinchiusa in un manicomio, morti prima di lui in giovane età chi per malattia chi per incidenti tragici.


Ciò causò allo scrittore vari periodi di depressione dovuti anche alle recensioni non sempre ottimistiche dei suoi romanzi. I successi nella sua vita carriera politica sembrano rincuorarlo fino all’esilio avvenuto poiché sostenitore del regime liberale. Le sue lettere dall’isola di Guernesey lo costringono autore di una satira politica che caratterizzano il suo periodo più idealizzato e alto sul piano istituzionale.


Tornato a Parigi dopo l’instaurazione della Terza Repubblica francese, il suo studio torna a essere centro di scambi di idee fino alla sua morte nel 1885 per congestione celebrale. La sua salma viene occasionalmente esposta per una notte sotto l’Arco di Trionfo e si stimano circa tre milioni di persone in pellegrinaggio al Pantheon di Parigi.


victor hugo
Quasimodo, il Gobbo di Notre Dame

Faro nella letteratura francese a Victor Hugo saremo sempre grati per due opere in particolare, sopravvissute, rivisitate e riadattate in chiavi moderne. Sempre vicine al contemporaneo e mai fuori moda I Miserabili e Notre Dame de Paris ci parlano ancora oggi come fosse ieri dei problemi che affliggono l’umanità. Sinonimo di denuncia sociale i due romanzi hanno avuto sorte simile. Trasformati entrambi in musical, Les Miserable e Notre dame de Paris sono stati visti da miliardi di persone, permettendo a Victor Hugo di diventare uno dei romantici francesi più conosciuto.


La prima versione di Broadway de Les Miserable risale al 1980, Claude-Michel Schönberg e Alain Boublil, ammaliati da una versione francese vista poco tempo prima decisero di scriverne una in lingua inglese. Il successo fu tale che, nel 2012, vennero scritturati attori hollywoodiani per realizzarne il film da diffondere internazionalmente. Hugh Jackman, Russell Crowe, Helena Bonham Carter ma non solo, anche Amanda Seyfried, Eddie Redmayne, Anne Hathaway interpretano gli eroi del romanzo di Hugo regalandoci performance da oscar indimenticabili.


Tutto italiano è invece il successo di Notre Dame de Paris. Anche lui trasformato in musical nel 1998 da Luc Plamondon, con le musiche di Riccardo Cocciante, Notre Dame de Paris ha da poco annunciato la nuove tournee per i vent’anni di carriera. Debuttato ufficialmente nel 2002 all’Arena di Verona, prodotto dal compianto David Zard, Notre Dame siede nell’Olimpo dei musical italiani.


La storia d’amore del gobbo Quasimodo, protagonista anche della versione Disney del 1996, e della zingara Esmeralda incanta da secoli i cuori dei più drammatici romantici. Tentazione, tradimento, religione, sacrificio sono solo alcuni dei temi centrali dell’opera popolare moderna di Victor Hugo.


Uno scrittore, un politico, un uomo che ha saputo dare voce a chi non ne ha mai avuta abbastanza, a chi Parigi la costruita con il sudore e il sangue, a chi è morto per quelle strade, sotto quei tetti così magici. A tutti quelli miserabili e dannati che non hanno mai avuto un posto sicuro in cui rifugiarsi se non le pagine di Victor Hugo.

Eleonora Poli

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