MOSTRA A CASTEL BOLOGNESE: SORELLE DI CORPO

Aggiornato il: mag 12


Il secondo weekend dedicato alla mostra Sorelle di Corpo e AULA21, ecco gli orari per le prenotazioni! Valentina Botta, la fotografa del progetto fotografico, ci guiderà tra i suoi scatti spiegandoci la genesi della mostra.


Il programma

Sabato 15 maggio, apertura alle ore 20.15 con la partecipazione della fotografa Valentina Botta, autrice del progetto, e visite guidate in due turni su prenotazione: ore 20.15-20.45, ore 21-21.30;

Domenica 16 maggio, apertura alle ore 18.00, visita guidata con i ragazzi dell’associazione Aula 21, due turni su prenotazione: ore 18-18.30; ore 18.45-19.15.

La partecipazione alla mostra avrà luogo nel rispetto delle normative vigenti covid-19; si prega di prenotare tramite eventbrite: clicca qui

Location: Chiesa Santa Maria Della Misericordia - Castel Bolognese Percorso Google Maps

Sorelle di Corpo è stato patrocinato da F.I.Te.L. Emilia-Romagna e dal Coordinamento Donne F.I.Te.L.


Il progetto

Raccontare le donne, oggi, non è affatto facile. E diventa ancora più difficile se si sceglie di farlo stando alla larga dai cliché, dal “già detto” e dal “già visto”, per riuscire a dare piena dignità ad una storia complessa, ricca di ostacoli e sfide, ma anche di amore e riscatto. Empowerment femminile, emancipazione, girl-power, sorellanza…sono parole entrate ormai da tempo nel nostro vocabolario per tracciare un percorso di evoluzione e crescita che ha portato la donna ad essere al centro di un processo di crescita sociale, politica, economica, ad oggi non ancora concluso. D’altronde, come ha dichiarato Mahnaz Afkhami, fondatrice e presidente dell’ONG Women’s Learning Partnership (WLP), “lo status delle donne nella società è diventato lo standard attraverso il quale si può misurare il progresso dell’umanità verso la civiltà e la pace”.


Sembra scontato che, nel 2020, la donna debba godere di pari dignità dell’uomo e dei suoi stessi diritti. Ma anche se sono stati fatti notevoli passi avanti sulla strada dei diritti delle donne, la piena uguaglianza tra i generi è ancora un obiettivo da raggiungere. La sensibilità a livello internazionale riguardo a questi temi si è sviluppata tardi e, a conti fatti, potere e responsabilità, nella vita economica, politica e sociale, sono tutt’ora attribuiti soprattutto a rappresentanti del genere maschile. In altri contesti, poi, dai contorni giuridici e culturali più rigidi, la condizione femminile subisce ancora retaggi e vincoli di una tradizione che le vuole in un ruolo subordinato nella società. Non bisogna credere che l’empowerment femminile di cui l’attuale società ha bisogno sia finalizzato ad un ambito meramente professionale: ancora più importante, e forse ancora più difficile, è riuscire a coinvolgere l’ambito sociale e personale di ogni donna, perché significa abbattere quelle barriere e quegli stereotipi che ingabbiano da troppo tempo ognuna.


Il progetto “Sorelle di corpo” ha unito tante voci diverse accomunate dall’intento di lanciare un messaggio di consapevolezza ed accettazione individuale. Al centro, il percorso fotografico costruito da Valentina Botta, giovane fotografa di Albisola, che ha trasformato donne di tutti i giorni in vere “modelle”, alla scopo di trasmettere l’idea di un corpo femminile libero e di riuscire a dissacrare il concetto canonico e preconfezionato di perfezione e bellezza. Intorno a queste fotografie, le realtà faentine coinvolte hanno sviluppato una serie di riflessioni che mettono al centro la donna in tutte le sue sfaccettature.


La mostra fotografica Sorelle di Corpo presso la Sala espositiva e la Chiesa di Santa Maria della Misericordia, in collaborazione con l’associazione culturale Fatti d’Arte di Faenza; la mostra già allestita in occasione della Giornata internazionale della donna (8 marzo), non ha mai aperto le porte al pubblico a causa delle sopravvenute restrizioni per l’emergenza sanitaria in corso. Finalmente, con l’inaugurazione di venerdì 7 maggio, il pubblico ha potuto ammirare non “una semplice esposizione fotografica, ma una vera e propria sfida alle convenzioni e al concetto preconfezionato di bellezza e femminilità che l’attuale società cerca di imporre”.

Valentina Botta, in arte Valuh, è l’autrice del progetto, Veronica Bassani e Angela Molari dell’associazione culturale Fatti d’Arte sono le curatrici della mostra.

Il progetto Sorelle di corpo ha unito tante voci diverse accomunate dall’intento di lanciare un messaggio di consapevolezza ed accettazione individuale. Al centro, il percorso fotografico costruito da Valentina Botta, giovane fotografa di Albisola, che ha trasformato donne di tutti i giorni in vere modelle, alla scopo di trasmettere l’idea di un corpo femminile libero e di riuscire a dissacrare il concetto canonico e preconfezionato di perfezione e bellezza. Intorno a queste fotografie, il Gruppo Fotografia Aula 21 di Faenza si è messo alla prova con la collettiva fotografica RitrovarSÌ. Il tema centrale riprende quello toccato da Valuh, ossia la fisicità femminile e il rapporto con il proprio corpo, ma filtrato attraverso lo sguardo dei giovani fotografi che hanno partecipato con entusiasmo al progetto. La mostra fotografica Sorelle di Corpo presso la Sala espositiva e la Chiesa di Santa Maria della Misericordia, in collaborazione con l’associazione culturale Fatti d’Arte di Faenza; la mostra e` già stata allestita in occasione della Giornata internazionale della donna (8 marzo), ma purtroppo non ha mai aperto le porte al pubblico a causa delle sopravvenute restrizioni per l’emergenza sanitaria in corso.

Il tema centrale della mostra riprende quello toccato da Valuh, ossia la fisicità femminile e il rapporto con il proprio corpo, ma filtrato attraverso lo sguardo dei giovani fotografi che hanno partecipato con entusiasmo al progetto.


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