I MISERABILI di Victor Hugo

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I primi raggi del sole illuminano i tetti spioventi di Parigi. Per le strade uomini, donne, bambini, prostitute, soldati. Personaggi senza nome che abitano la città in un contesto storico lungo tre decenni, dalla Restaurazione post-napoleonica fino alla rivoluzione antimonarchica di luglio 1832. Un romanzo storico monumentale che ha trasformato in protagonisti i dimenticati di ogni rivoluzione politica avvenuta nel Paese. Un testo letterario di denuncia, scritto nel 1862 da Victor Hugo, I Miserabili è un crudo spaccato di realtà.


La storia ruota attorno alla figura di Jean Valjean, ex galeotto incolpato di un reato futile che per i successivi vent’anni cercherà la redenzione attraverso anni di storia francese. Con digressioni sulla Rivoluzione Francese, la battaglia di Waterloo (durante le guerre napoleoniche) fino alle Tre Giornate di Parigi, Hugo intreccia biografie di personaggi fino ad allora ignorati e nascosti sotto il fango.

Jean Valjean entrerà in contatto con numerosi personaggi, primo fra tutti l’ispettore Javert eterno nemico il cui unico compito è catturare l’ex galeotto.


Centrali sono le figure femminili come Fantine, giovane donna, forse neanche maggiorenne, abbandonata dall’amante da cui ha una figlia e costretta a prostituirsi e subire sevizi per garantire alla piccola Cosette un futuro. Lasciata ai direttori della locanda del quartiere, i Thénardier, altri antagonisti della vicenda, Cosette cresce come una serva fino all’incontro con Jean Valjean che decide di adottarla. Una volta cresciuta, Cosette incontra Marius, giovane rivoluzionario, di cui si innamora perdutamente. Di lui, però, è anche innamorata Eponine, figlia dei locandieri, che non rivelerà mai al giovane il suo amore, nemmeno in punto di morte.


Le pagine di Victor Hugo trasudano disperazione e tragedia, un male mai debellato nello stato che proclamava l’uguaglianza e la fratella neanche vent’anni prima. La fine della maggior parte dei personaggi è talmente cruda da sembrare irreale, morire di stenti sembra una condizione così lontana al pubblico medio della letteratura francese invece, nella Parigi di quegli anni era all’ordine del giorno. Come lo erano le rivolte degli studenti, oltre ai continui riferimenti alla Rivoluzione, nel romanzo viene descritto l’assedio delle barricate avvenuto durante le Tre Giornate di Parigi, una strage sanguinaria che vide maggiormente la caduta di giovani e bambini civili rispetto alle guardie delle gendarmerie.


Del romanzo storico di Hugo ne sono state tratte varie versioni, la più celebre è sicuramente il musical Les Miserable debuttato a Broadway e poi sul grande schermo con un cast eccezionale che ha contribuito a rendere l’opera immortale. Con la potenza della musica e delle immagini, le tragedie dei protagonisti hanno preso ancora più vita diventando tangibili e drammaticamente ancora più reali. Una storia ancorata alla storia francese ma adattabile e estremamente contemporanea, di pochi anni fa è infatti il film francese I Miserabili che adatta i personaggi di Hugo a una Francia di frontiera vittima di fenomeni di immigrazione e violenza.

Eleonora Poli

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