JACK FRUSCIANTE È USCITO DAL GRUPPO di Enrico Brizzi

Aggiornamento: 4 nov


di Matteo Lolli



Questo è il mio piccolo mondo facile, liceo ginnasio Caimani di Bologna, dove intreccio rapporti più o meno amichevoli, compro la merenda, si controlla il mio grado d’omologazione. Questo è il pollaio in cui mi insegnano a interagire coi miei simili. A stare nel gruppo, a non alzare la testa.

E poi c’è lei, c’è Aidi, per cui non basta nessuna canzone, nessuna definizione, per cui spero che oggi Dio non faccia piovere.



Il “vecchio” Alex (controfigura quasi parodica del giovane Holden del famosissimo libro di Salinger) è un diciassettenne bolognese in perenne contrasto col mondo adulto che lo circonda, a partire da quelli che chiama “il Cancelliere e la Mutter”, genitori dai quali si sente incompreso e vuole prendere radicalmente le distanze, fino ad arrivare alla realtà della scuola e dei “profii”, col “modo biforcuto che avevano d’incoraggiare a parole l’indipendenza di giudizio dei ragazzi e la rabbia sottile con cui punivano ogni minimo segnale d’autonomia quei bastardi”. Al di fuori di questa corazza di insofferenza ed avversione che egli stesso innalza tra sé e il resto del mondo, la ricerca di autenticità e la romantica inquietudine del protagonista si incontrano con la figura di Adelaide, misteriosa e affascinante ragazza la cui conoscenza spinge Alex ad interrogarsi ancora più a fondo su se stesso e sul proprio percorso di crescita, nel tentativo di fornire qualche risposta alle proprie inquiete e pressanti domande esistenziali.


Il giovanile e ribelle furore che Alex porta verso la società “piccolo-borghese” nella quale vive si esprime attraverso la musica punk/rock di band generazionali quali i Red Hot Chili Peppers e i Sex Pistols, l’amicizia intensa e sofferta con Martino, idolo tossico del liceo Caimani, e le sortite goliardiche con un gruppo di amici dai soprannomi quanto mai indicativi (“Depression Tony”, “Leo Chernobyl”, “il vecchio Hoge”…); ma più di tutti e sopra tutti è il rapporto con Adelaide/“Aidi” che coinvolge (e sconvolge) il protagonista. L’affinità emotiva e la convergenza di vedute, la costruzione di un feeling che accarezza una veduta pseudo-platonica dell’amore senza mai scadere nel banale e nello sdolcinato, la consapevole necessità di sfruttare il tempo a disposizione prima che Aidi parta per un intero anno di studi all’estero: questi gli ingredienti del legame tra la dolce e sensibile ragazza siciliana e il vecchio Alex, che in sua compagnia trova finalmente un approdo sereno in cui quietare la sua scontrosità sociale e appagare il desiderio di “uscire dal gruppo”, di fare “un salto fuori dal cerchio che ci hanno disegnato intorno”. Scandendo le sue giornate al ritmo delle pedalate che in sella all’inseparabile bici compie verso la casa collinare di Aidi, Alex dà forma e voce ad una fase tipica e cruciale della vita di ciascuno: quella della difficoltosa ricerca adolescenziale del proprio posto nel mondo, caratterizzata da smarrimenti ed ardori e, soprattutto, da una profonda e umana richiesta di autenticità.


Jack Frusciante è uscito dal gruppo è stato uno dei più eclatanti casi di esordio letterario della nostra storia recente: Enrico Brizzi lo pubblicò nel 1994, quando non aveva nemmeno compiuto vent’anni, ma la marcatissima “bolognesità” dell’autore (che costituisce uno degli elementi più caratteristici dell’ambientazione del libro) non impedì alla sua opera di superare rapidamente le frontiere locali e nazionali per diventare un best-seller tradotto in 24 paesi e con oltre un milione di copie vendute. Il linguaggio connotativo tipico della sottocultura giovanile degli anni ’90, lo stile sperimentale postmoderno e l’irriverenza dei contenuti narrativi filtrati dallo scontroso sguardo del protagonista hanno contribuito a rendere Jack Frusciante una vera e propria “lettura di culto” generazionale, nonché un piccolo classico moderno in grado di penetrare come pochissimi altri in un mondo complesso e sfaccettato come quello adolescenziale.


L’eco del successo del romanzo arrivò anche all’ispiratore del titolo, il chitarrista dei Red Hot Chili Peppers John Frusciante (preventivamente trasformato in Jack per evitare problemi coi diritti d’autore), il quale rimase poi stupito nello scoprire che la storia non parlava affatto di lui: la sorprendente fuoriuscita del chitarrista dalla band all’apice del successo, nel 1992, venne usata dall’autore solo come suggestione per rappresentare tematiche di portata ben più generale e profonda come quelle dello scontro individuo-mondo, del complicato rapporto tra ricerca di felicità e necessità del compromesso, del desiderio amoroso come mezzo per scoprire l’autenticità di se stessi attraverso il rapporto con l’altro.


Romanzo bolognese per eccellenza e al contempo “aperto al mondo” quanto pochissimi altri, strafottente e provocatorio ma pure riflessivo e profondo, manifesto emblematico di una specifica generazione ma anche brillante narrazione di un’importante fase della vita di ognuno, Jack Frusciante è uscito dal gruppo è un libro che, a quasi trent’anni dalla pubblicazione, non può che continuare ad affascinare e a conquistare i lettori.

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