top of page

L'ALTRA GRACE di Margaret Atwood

Aggiornamento: 3 nov 2023


di Matteo Lolli



Se tu cerchi di parlare, continua lui, io cercherò di ascoltarti. Il mio scopo è puramente scientifico. Non sono solo gli omicidi che ci interessano.

La sua voce è gentile, gentile in apparenza ma con altri desideri nascosti sotto. Posso anche raccontarle delle bugie, dico.

Non dice: Che pensiero perfido, Grace, hai una fantasia peccaminosa. Dice: Forse. Forse mi racconterai delle bugie involontariamente, e forse anche deliberatamente. Forse sei una bugiarda.

Lo guardo. C’è chi ha detto che lo sono, dico. Dovremo correre questo rischio, dice lui.



Pubblicato nel 1996 e adattato solo pochi anni fa in una fedele miniserie televisiva (in Italia distribuita da Netflix), L’altra Grace è un coinvolgente e sofisticato romanzo della scrittrice canadese Margaret Atwood. Ruota attorno alla vicenda umana e giudiziaria della sedicenne Grace Marks, accusata del brutale duplice omicidio di Thomas Kinnear, il possidente presso cui prestava lavoro come domestica, e della sua amante, la governante Nancy Montgomery.

Fuggita dall’Irlanda con la famiglia (composta da madre che muore di stenti durante il lungo viaggio oceanico, padre violento ed alcolizzato e fratelli minori che di fatto gravano sulle sue spalle), la giovane Grace è chiamata sin dal suo arrivo in Canada a fare i conti con un perenne stato di bisogno materiale e con la necessità, quando decide di allontanarsi dal padre per sfuggirne alle continue violenze, di guadagnarsi da vivere mettendosi a servizio presso le ricche magioni di nobili possidenti. Quando viene arrestato, per l’omicidio di cui sopra, il taglialegna James McDermott (che sarà subito impiccato come reo confesso), la mansueta e docile Grace è incriminata come sua complice, ed in seguito ad alcuni improvvisi e inaspettati attacchi isterici viene anche sospettata di insanità mentale e – temporaneamente – internata in un manicomio. La vicenda in sé ci viene narrata retrospettivamente dalla protagonista stessa, poiché il “tempo della storia” è collocato più avanti, ovverosia quando – dopo oltre un decennio di detenzione e una lunga serie di vani tentativi di accertare l’attendibilità delle sue dichiarazioni – Grace entra in contatto con il giovane dottore Simon Jordan, il quale tenta di fare luce sul caso Marks in chiave clinico-psichiatrica attraverso la progressiva costruzione di un rapporto fiduciario con la paziente, a cui chiede di raccontare tutta la propria storia.


Coinvolgente e sofisticato, abbiamo prima definito questo romanzo della Atwood. Coinvolgente perché, a volerne individuare il motivo principale, si tratta di una lunga narrazione intessuta attorno ad un caso di duplice omicidio di cui è accusata una ragazza sedicenne che, al lettore ed a tutti i personaggi che la interrogano in cerca della “verità”, appare docilmente innocua e di indole tendenzialmente gentile e magnanima. Sofisticato perché l’opera della Atwood non è affatto catalogabile come semplice romanzo giudiziario o detective story, ma è molto di più: in primo luogo è anche un romanzo storico, poiché l’omicidio Kinnear-Montgomery e il “caso giudiziario” legato alla figura di Grace Marks sono episodi realmente accaduti nel Canada di metà Ottocento; è inoltre una lunga confessione autobiografica, dal momento che gran parte delle pagine del libro consistono nella narrazione retrospettiva del proprio passato da parte di Grace, interrogata dal dottor Jordan; è infine un romanzo psicologico, poiché a costituire – anche per il lettore esterno – il principale ostacolo nella ricostruzione dei fatti è l’insieme di attacchi nevrotici di cui Grace è talvolta vittima (amnesie, isterie, dissociazioni della personalità…) e per i quali ella risulta agli occhi dei suoi interlocutori inattendibile o, quantomeno, sfuggentemente enigmatica, venendo così alternativamente reputata un’innocente vittima o, al contrario, una bugiarda manipolatrice.


Anche da un punto di vista strutturale il romanzo presenta un notevole grado di elaborazione, attraverso un continuo alternarsi dei punti di vista: gran parte del libro coincide, come si diceva, con la narrazione retrospettiva effettuata in prima persona da Grace, ma spesso il focus si sposta sul dottor Jordan e sui suoi pensieri o sugli avvenimenti che lo riguardano; sono presenti poi interi capitoli consistenti in scambi di lettere tra i vari personaggi, secondo il modello del romanzo epistolare; infine e soprattutto, vi sono continue alterazioni relative al piano temporale della narrazione, per cui si passa senza sosta dal “racconto-nel-racconto” ad opera di Grace al presente narrativo in cui la ragazza è oggetto delle attenzioni professionali (ed anche del fascino umano) del dottor Jordan, il quale a sua volta opera e si colloca in un contesto d’azione in continuo divenire.


Aldilà del suo alto grado d’elaborazione (formale ma anche contenutistica), tale da renderlo una sorta di patchwork letterario, L’altra Grace è un romanzo che si legge e si apprezza nella maniera più semplice e genuina con cui possono essere letti e apprezzati i romanzi: facendosene coinvolgere e lasciandosene trascinare, con lo stesso trasporto emotivo ed intellettuale che rende il dottor Jordan (e il lettore con lui) desideroso e avido di conoscenza nei confronti della vera storia della protagonista: quella Grace Marks che, raccontando per intero la sua storia, cessa di essere solo l’oggetto di giudizi spietati e superficiali, ad opera di una società che ha gioco facile nel mettere all’angolo una donna povera, giovane e sola; ottenendo invece, finalmente, la possibilità di rivelarsi come un’altra Grace, e di lasciare anche il lettore colpito dal fascino ammaliante e autenticamente umano della sua figura.


69 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page