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Riforma del Terzo Settore: le principali novità fiscali per Odv e Aps

Riforma del Terzo Settore: le principali novità fiscali per Odv e Aps

Con il D.Lgs. 186/2025 entra nella fase operativa la riforma del Terzo Settore per la parte relativa alla fiscalità, in particolare viene modificato l'art. 86, c. 1 del codice del terzo settore, riducendo il limite di accesso al regime forfetario per le attività commerciali svolte da ODV e APS da 130.000 a 85.000 euro. Difatti le ODV e APS possono applicare il regime forfetario se, nel periodo di imposta precedente, hanno percepito ricavi commerciali, ragguagliati ad anno, non superiori a 85.000 euro. Inoltre, sempre l’art. 86, al comma 8 semplifica gli adempimenti Iva eliminando la certificazione, memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.


Come già segnalato in un precedente intervento, la disposizione normativa prevede la proroga della esclusione da Iva fino al 31.12.2035 per le attività degli enti associativi, inizialmente classificate come esenti, comportando quindi l'obbligo di adempiere a tutte le formalità ai fini Iva.

In sostanza, fino al 31.12.2035 sono escluse da Iva le prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuate in conformità alle finalità istituzionali da associazioni di promozione sociale nei confronti dei soci, associati o partecipanti verso pagamento di corrispettivi specifici o di contributi supplementari determinati in funzione delle maggiori o diverse prestazioni alle quali hanno diritto.


Per quanto riguarda le imposte dirette, ai sensi dell’art. 79, cc. 2 e 2 bis del codice del terzo settore, le attività di interesse generale si considerano non commerciali se svolte a titolo gratuito o a fronte di corrispettivi che non superano i costi effettivi e mantengono la non commercialità anche in caso di margine positivo entro il 6% dei costi, purché lo scostamento non si protragga per più di 3 esercizi consecutivi.


Lo stesso articolo ai cc. 5 e 5-bis, conferma che gli enti del Terzo settore diventano enti commerciali quando i ricavi da attività di interesse generale commerciali e attività diverse superano le entrate di natura non commerciale.


Fonte: Fitel Nazionale – Estratto dallo Scadenzario gennaio 2026

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