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Quel che resta da fare con il 5x1000


Quel che resta da fare con il 5x1000


Partendo dall’obbligo di rendicontare i propri utilizzi del beneficio ricevuto segnaliamo le opportunità per il terzo settore e il legame con i soci necessario per raggiungere risultati concreti.



I dati riportati negli elenchi definitivi del 5 per mille relativo all’anno 2021 ci segnalano un elevata frammentazione delle scelte dei cittadini e sull’uso di queste risorse preziose per l’intero terzo settore e per le associazioni iscritte al RUNTS negli elenchi delle APS e delle ODV; il limite per l’obbligo rendicontazione (20.000€) viene raggiunto solo dai primi 2083 soggetti con una soglia di scelte che oscilla (il numero è legato al reddito dei sottoscrittori) da 400 circa a salire.


Un’altra considerazione riguarda le reti e le articolazioni territoriali che raggiungono risultati molto più significativi se scelgono una presenza locale e/o territoriale anziché un unico codice fiscale nazionale.

In questa prima fascia non troviamo soggetti che fanno riferimento alla FITeL salvo la Federazione nazionale dei Maestri del Lavoro.

Da qui la considerazione che i nostri circoli non hanno ancora sviluppato appieno una ricerca e sostegno delle proprie attività attraverso questa funzione valorizzando e promuovendo la scelta dei propri soci.

Come rete associativa nella fase di inserimento dei circoli e delle associazioni abbiamo promosso l’inserimento della richiesta nella domanda/aggiornamento di iscrizione al RUNTS.


Invitiamo, chi non lo avesse ancora fatto, a completare i dati del Runts con il proprio IBAN per essere inseriti nelle dichiarazioni 2024 (redditi 2023).


Questa scelta è ancora più importante per le associazioni di volontariato che hanno un rapporto ancor più stretto con i propri volontari che sono anche coinvolti direttamente nell’oggetto sociale.


Il 5 per mille può rappresentare la Fonte di finanziamento importante da promuovere insieme ai soci su progetti specifici del circolo. L’obbligo di rendicontazione è uno strumento anche per valutare il proprio impatto sociale e la risposta ai fini istituzionali previsti nello statuto delle APS e ODV.


Gli enti del Terzo settore che hanno beneficiato del 5 per mille 2021 devono rendicontare le spese sostenute entro un anno dalla ricezione delle somme, seguendo le linee guida e il modello di rendiconto stabiliti dal decreto direttoriale n. 488 del 22 settembre 2021.

Le spese devono essere effettuate entro i 12 mesi successivi alla data di percezione del contributo, salvo gli importi accantonati per progetti pluriennali.

Gli enti possono anche rendicontare le spese anticipate dopo la pubblicazione dell’elenco definitivo dei beneficiari da parte dell’Agenzia delle entrate.


Il rendiconto e la relazione illustrativa devono essere redatti da tutti gli enti, indipendentemente dall’importo ricevuto, e conservati presso la propria sede per 10 anni. Invece, l’invio di tali documenti all’amministrazione competente (il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali per gli Ets) e la pubblicazione sul sito web dell’ente riguardano solo gli enti che hanno ricevuto almeno 20.000 euro.


L’invio deve avvenire entro 30 giorni dalla scadenza per la redazione, mentre la pubblicazione entro 30 giorni dall’invio.

Infine, l’ente deve comunicare all’amministrazione erogatrice l’avvenuta pubblicazione entro 7 giorni.

Le scadenze per la redazione, l’invio e la pubblicazione variano a seconda della data di ricezione del contributo.

Nel sito dell’Agenzia delle Entrate sono riportati gli elenchi completi e il percorso per predisporre e comunicare il rendiconto 2021 e la relazione illustrativa con dovizia di dati e moduli.


Per maggiori informazioni sulla rendicontazione del 5 per mille 2021, puoi consultare il vademecum “5 per mille istruzioni per l’uso” o il sito del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.


Angiolo Tavanti

Comitato di Presidenza

Fitel Emilia Romagna


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