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SINISA MIHAJLOVIC: IL SERGENTE LASCIA LA SUA BOLOGNA

Sono parole strazianti quelle che ancora risuonano nel cuore rosso e blu dei bolognesi. Quella conferenza stampa a cui nessuno avrebbe voluto partecipare e quella notizia che nessuno avrebbe dovuto sentire. Dopo tre anni di lotta contro la leucemia, oggi venerdì 16 dicembre, ci lascia l’allenatore del Bologna, Sinisa Mihajlovic.


Il carattere rigido e freddo, del prima giocatore poi allenatore Mihajlovic, ha segnato il cuore di migliaia di tifosi. Dalle campagne della Jugoslavia di Tito, Sinisa ha corso inseguendo un pallone fino ai campi verdi degli stadi più grandi d’Italia e del mondo. Il suo sinistro micidiale si fa notare fin dalle prime partite della Stella Rossa nel cuore di Belgrado. La vittoria della Coppa dei Campioni del 1990 apre le porte, del centrocampista, dell’Europa e gli spiana la strada verso l’Italia e la prima squadra che lo accoglie: la Roma. In dieci anni veste le maglie di Roma, Lazio, Sampdoria fino alla nero-blu dell’Inter milanese, facendosi ricordare per le reti segnate ma anche per il suo carattere irascibile e deciso.

Sinisa Mihajlovic e il suo imbattibile sinistro

Nel 2008 appende gli scarpini al chiodo e passa in panchina a allenare. La sua Bologna è la prima squadra per la quale diventa CT al posto di Daniele Arrigoni. Finito il suo mandato, Mihajlovic passa al Catania, alla Sampdoria, alla Fiorentina fino alla Nazionale Serba. Nel 2015 arriva al Milan dove conquista la finale di Coppa Italia, passa veloce dal Torino, per poi tornare al Bologna nel 2019. Pochi mesi dopo, però, l’annuncio di una forma acuta di leucemia. Nonostante ciò, il direttore sportivo del club, Walter Sabatini, decide di non sostituirlo e continuare a fargli allenare la felsinea.


Sempre al fianco della moglie Arianna e dei suoi sei figli, Sinisa Mihajlovic non ha mai perso. Come giocatore, come allenatore e come soldato contro questa apparente inarrestabile malattia. Peggiorato negli ultimi giorni dopo un periodo stabile, il sergente ha dovuto alla fine annunciare la sconfitta e perdere la partita più importante, quella della vita.


Bologna, i tifosi e i giocatori, i cittadini e chi di calcio non si è mai interessato, piangono un grande uomo che ha saputo trasmettere forza e determinazione a chi, come lui, ha attraversato e sta attraversando un percorso per sconfiggere la leucemia.


A soli 53 anni Mihajlovic lascia il terreno di gioco tenendo alta la testa, stringendo quella maglia e lanciando un bacio agli spalti pieni e in visibilio per lui.

Eleonora Poli

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