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2028: La ragazza trovata nella spazzatura

di Luigi Ercolani


Dopo Ipersonnia, la cinematografia europea propone un altro interessante caso di fantascienza distopica, ambientata non lontano dai tempi attuali. Un rinnovato sfruttamento di tale filone potrebbe avere due cause, forse coesistenti: da una parte la volontà di tentare di battere una strada che metta in rilievo la sensibilità europea, evitando così di lasciare il monopolio del genere fantascientifico alla sola realtà anglosassone, e dall'altra le angosce e le insicurezze del mondo contemporaneo che vengono tradotte in pericoli potenziali, ma nel breve-medio periodo concretizzabili.

La Polonia odierna, con una certa politica decisionista che non di rado imbocca pericolose svolte discriminatorie, vede rievocati fantasmi che risalgono al periodo delle dittature subite. È dunque ragionevole pensare che sia stata l'inquietudine derivante da un clima così pesante, tanto presente nel proprio paese di origine, a spingere il regista Michal Krzywicki verso la rappresentazione di una società che, dietro una finta patina di buone intenzioni e tutela della collettività, in realtà crea fratture di stampo giusnaturalistico tra cittadini.

Così, quelli che una volta erano esseri umani ora sono corpi privati delle loro facoltà intellettive tramite delle inibizioni, ed è quindi pratica comune trattarli alla guisa di oggetti, che quando perdono la loro utilità possono anche essere buttati via. La giustificazione che le autorità danno di questo vero e proprio consumismo, affermando che si tratta di individui che hanno compiuto dei reati, e che quindi sono un danno o un pericolo per l'ordine costituito della società, funziona di fatto da auto-assoluzione per le persone comuni, che non sentendo responsabilità verso i loro prossimi hanno dunque facoltà di loro perpetrare pratiche disumane, contrarie al rispetto e ai diritti che ogni individuo in quanto tale reca con sé.

Qui il comando biblico “Nessuno tocchi Caino” ribalta perfidamente il suo significato, diventando un appello a non interfacciarsi con persone a cui sono stati sottratti i diritti naturali, per mezzo peraltro di un giudizio umano, e in quanto tale del tutto fallibile. Chi si arrischiasse a spezzare la loro disumana prigionia finirebbe non solo con l'incorrere in gravi sanzioni, ma persino di subire la stessa sorte di questi malcapitati, alimentando un circolo vizioso (anzi, nefasto) che in origine avrebbe lo scopo teorico di salvaguardare il bene comune, ma che in realtà finisce unicamente per ledere quello di una catena di singoli, e per estensione quello della società intera.

Dobbiamo infatti partire del presupposto che, come ci spiegano diverse teorie di gestione delle risorse umane, ogni individuo possiede un suo genio personale, e che questo genio una volta messo al servizio della collettività diventa un fattore di crescita per quest'ultima. Solo in tale ottica riusciamo dunque ad inquadrare in maniera precisa come il contesto narrativo di 2028: La ragazza trovata nella spazzatura crei più problemi di quelli che risolve, problemi che sono di natura tanto pratica quanto morale.

In uno Stato in cui vige una sorta di legge marziale, e in cui l'importanza di ogni vita si opacizza fino a diventare eventuale (e non certa come invece dovrebbe essere) si perde dunque di vista l'importanza degli affetti, delle relazioni, dell'altruismo. L'essere umano deve guardarsi proprio dall'applicare le premesse che diano origine a questo tipo di società, favorendo, e non inibendo, il libero arbitrio di ciascuno.



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