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AUGURI A GUIDO SILVESTRI, IL SILVER DI LUPO ALBERTO

Nel prossimo 2023, il lupo blu più famoso del fumetto italiano compirà mezzo secolo di vita. Qualche mese prima, il 9 dicembre, il suo creatore, Guido Silvestri spegne invece settanta candeline.


Nato a Carpi, si trasferisce a Correggio, vicino a Reggio Emilia, ancora bambino. Per seguire la passione del fumetto, appena maggiorenne si trasferisce a Modena dove inizia a lavorare nello studio di Bonvi, celebre autore di Sturmtruppen. Al suo fianco inizia a lavorare a personaggi che contribuiranno a costruire una parte della storia del fumetto italiano come Cattivik o Nick Carter.


A metà anni settanta sul Corriere dei Ragazzi inizia a pubblicare delle strisce con protagonisti degli animali della fattoria. I colori allegri e lo spirito leggero dei suoi personaggi incantano il pubblicano, primo fra tutti quel lupo azzurro protagonista delle più assurde vicende pur di ottenere il cuore della sua amata. Lupo Alberto e le avventure per ottenere il cuore della gallina Marta ottengono in breve tempo un grande successo e contribuiscono al successo di Silver.


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Lupo Alberto e i suoi amici della fattoria

L’idea della fattoria McKenzie e dei suoi loquaci abitanti sono figli della sua immaginazione che saettava tra le campagne che attraversava con il treno per andare a scuola ogni giorno. uno dei modi per ingannare il tempo era immaginare gli animali delle campagne in situazioni ridicole e umoristiche. A inizio carriera il mondo del fumetto professionistico stava attraversando un periodo difficile al contrario di oggi che è un lavoro incoraggiato dai più. Silver racconta di aver dovuto fare molta gavetta prima di ottenere qualche riconoscimento, di aver copiato i grandi maestri italiani e internazionali infinite volte. Si procedeva per tentativi e per idee abbozzate a biro sui fazzolettini del bar. Lo stesso colore azzurro di Lupo Alberto è un’intuizione casuale, all’inizio le strisce erano in bianco e nero.


Silver è sicuramente una delle penne più brillanti del fumetto italiano, autore di innumerevoli personaggi ma qual è quella personalità che l’ha sorpresa di più, gli viene chiesto in un’intervista recente: «Enrico La Talpa è nato come comprimario» dice Silver «e ha finito quasi per surclassare il lupo. È quello che mi rappresenta di più. Un personaggio nato guardando a Paolo Villaggio, che con Woody Allen, i cui libri sono gli unici che mi hanno fatto davvero ridere fino a lacrimare, sono i miei numi tutelari. Anche in un tempo come questo avvolto da una pesante cappa, mentre l’umorismo richiede un po’ di leggerezza»

Eleonora Poli



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