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Barbie

Rivoluzione rosa sulle note di un patriarcato che nessuno ha il coraggio di pronunciare. Nessun supereroe con il mantello a sconfiggere il mostro in questione bensì lo stereotipo femminile per eccellenza: Barbie.

È il 2017 quando Greta Gerwig porta sul palcoscenico dell’Academy nientemeno che Lady Bird il primo gradino della sua personale scalata contro un cinema sempre più maschile e sempre meno paritario. Una scalata che, dopo Piccole Donne (2019), la porta alla decisione di dare vita e voce a tutte quelle bambine cresciute nell’ideale di diventare quella perfetta bambola bionda con cui giocavano.

Nel 2021 apre così i casting e sceglie nientemeno che Margot Robbie (The wolf of Wall Street, Babylon) a interpretare proprio barbie stereotipo. Sì, perché nel mondo di Barbie ogni barbie ha una carriera avviata: c’è barbie presidente, barbie dottoressa, barbie avvocato. Ma c’è solo un Ken (Ryan Gosling) che esiste solo nel momento in cui barbie gli rivolge la parola.

Quando, però, Barbie stereotipo inizia a provare sentimenti strani come un’improvvisa paura della morte (sentimento sconosciuto a tutte le altre) è costretta a andare nel modo reale per trovare la bambina che sta giocando con lei e che la influenza con questi “cattivi” e umani pensieri. Nel suo viaggio ovviamente non è sola perché dove c’è Barbie c’è Ken che, come disegnato anche nel mondo Mattel, è un personaggio semplice privo di inventiva o passione. Non esiste Ken astronauta o Ken idraulico; Ken è solo Ken. L’incontro di quest’ultimo con una realtà contemporanea in cui l’uomo – cosa che Ken scopre essere – è superiore al genere femminile lo porta a agire in negativo però rivoluzionando così il mondo di Barbie.

Un film corale in grado di parlare a più voci senza però perdere di vista la coralità dei personaggi: tutte le donne sono Barbie e tutti gli uomini Ken; e Ken non esiste senza Barbie, mentre lei è perfettamente se stessa. Una colonna sonora firmata, anch’essa, da artiste donne scolpite nell’olimpo della musica da Lizzo a Dua Lipa agli stessi Aqua con barbie girl rivisitata da Nicki Minaj e Ice Spice. Il mix di tinte vivaci dal rosa al biondo platino unite alla musica che non si ferma mai rendono omaggio a tutto quel filone d’animazione che hanno reso Barbie famosa anche sul piccolo schermo. Senza dimenticare, però, Ken che con l’interpretazione di I’m just Ken rende giustizia e trasforma in musica i pensieri di un’intera generazione trasformandoli nell’inno del film. Una metafora color pastello delle relazioni tossiche e del patriarcato più puro che, se trascurato, può trasformare persino il mondo di Barbie in un modo governato da uomini.

Eleonora Poli

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