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Il Coro del Circolo dei dipendenti regionali canta la pace nel chiostro della Croara

San Lazzaro di Savena (Bologna). Domenica 14 settembre l’antico chiostro dell’Abbazia di Santa Cecilia della Croara si è trasformato in un’oasi di armonia, accogliendo il concerto corale “Cos’è la pace per noi”. L’evento, parte della rassegna CantER VNC (Voci Nei Chiostri), non è stato solo un appuntamento musicale, ma un’autentica celebrazione della bellezza e della spiritualità che la musica sa generare, in un luogo intriso di storia e arte. Il pubblico, numeroso e attento, ha avuto il privilegio di assistere a una performance che ha saputo fondere l’arte corale con la suggestiva atmosfera di questo gioiello architettonico.


Il Coro CantER: una storia di passione e comunità


Protagonista e organizzatore della serata è stato il Coro CantER di Bologna, il coro del CRAL - Circolo dei dipendenti della Regione Emilia-Romagna. Fondato l’8 marzo 2011, il coro nasce dalla volontà di un gruppo di dipendenti appassionati, con l’obiettivo di promuovere il canto corale come forma di espressione e socialità. Guidato fin dalla sua nascita dal maestro Marco Cavazza, il CantER è un coro polifonico a voci miste, il cui repertorio spazia dalla musica sacra a quella profana, da brani popolari a composizioni d’autore, dimostrando una notevole versatilità.


Oltre a perseguire l’eccellenza artistica, il Coro CantER si distingue per il suo forte impegno sociale. Negli anni ha partecipato a numerose iniziative benefiche, organizzando concerti a sostegno di cause importanti, dalla raccolta di fondi per le vittime dei terremoti in centro Italia e dell’alluvione in Emilia-Romagna fino alle iniziative per i bambini malati di tumore. Questo spirito di solidarietà si riflette nella sua attività e nella rassegna “CantERgo Sum”, un evento annuale che il coro organizza per diffondere la passione per la musica corale, ospitando formazioni da tutta Italia. La sua partecipazione al concerto “Cos’è la pace per noi” non è stata solo una performance, ma la concreta espressione dei suoi valori: unire le persone attraverso la musica per costruire un messaggio di speranza e pace.


La presenza tra il pubblico della vicepresidente di Fitel Emilia-Romagna, Laura Scandellari, a cui il Circolo dei dipendenti della Regione è affiliato, ha sottolineato l’importanza di queste sinergie e del sostegno reciproco tra associazioni.


Il chiostro come palcoscenico: l’incanto di un luogo senza tempo


La scelta di ambientare il concerto nel chiostro dell’Abbazia si è rivelata vincente. Le antiche pareti in pietra, gli archi e la quiete del luogo hanno fatto da cassa di risonanza naturale, amplificando non solo le voci ma anche le emozioni. La storia millenaria dell’Abbazia di Santa Cecilia della Croara ha fornito uno sfondo perfetto all’evento. Le prime testimonianze di un monastero in questo luogo risalgono al 1095, sebbene ritrovamenti di epoca romana suggeriscano una datazione ancora più antica. Consacrata nel 1139 dal vescovo Enrico I, l’Abbazia è stata nei secoli un punto di riferimento per la comunità, passando dai monaci Vallombrosani ai Canonici Regolari del Santissimo Salvatore.


Il chiostro, in particolare, è un capolavoro architettonico rinascimentale, risalente al XV-XVI secolo, e rappresenta il cuore spirituale e fisico del complesso. È tra i suoi archi e la sua quiete che l’evento ha trovato la sua dimensione più autentica. L’atmosfera intima e raccolta ha permesso al pubblico di percepire ogni sfumatura, ogni respiro e ogni timbro. È stata una dimostrazione di come la bellezza di un luogo storico possa esaltare la forza espressiva della musica, creando un’esperienza sensoriale e spirituale completa.


Al termine del concerto un lungo e caloroso applauso ha suggellato il successo dell’iniziativa, un meritato riconoscimento per la passione e l’impegno dei cori e del loro direttore. “Cos’è la pace per noi” ha lasciato un segno tangibile: non solo il ricordo di un bel concerto, ma un messaggio di speranza e un promemoria di quanto sia fondamentale coltivare l’armonia, sia dentro di noi che nella comunità. L’evento ha arricchito il patrimonio culturale di San Lazzaro di Savena, in provincia  di Bologna, e ha confermato il potere unificante e pacificatore della musica.


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