LUCIO DALLA: UN ADDIO LUNGO 10 ANNI

Se si affina l’udito, si può ancora sentire quel triste clarinetto suonare tra i sanpietrini di via d’Azeglio. Una melodia solitaria, illuminata dal basso, che ci ricorda come, dieci anni fa, ci ha lasciato il grande cantautore Lucio Dalla.


Amato e cantato da intere generazioni, Lucio Dalla è orgoglio e fiore all’occhiello di Bologna. Nato in Piazza Cavour, la sua tanta amata Piazza grande, ha vissuto e amato quelle strade ora patrimonio UNESCO. Con un carattere bizzarro e poliedrico, le sue parole rispecchiano tutte le sue passioni dalla musica, al cinema, alla pittura e l’arte fino al calcio di cui era devoto tifoso del Bologna. Il suo stile un po’ sopra le righe ha contribuito a creare il mito che è, l’orecchino con il brillantino che ha sempre portato, ad esempio, era un dono del pide de oro Maradona.


Comincia a suonare fin da piccolo diventando da subito polistrumentista, iniziando con la fisarmonica e il clarinetto, nel quale trova il suo fedele compagno artistico. A Roma, inizia a far parte della Second Roman New Orleans Jazz Band, e dopo poco, nel 1963, al Cantagiro, Gino Paoli lo nota e si propone come suo produttore.

lucio dalla
lucio dalla

Nel ’66 partecipa al Festival di Sanremo con Paff…bum e l’anno successivo è la spalla di Jimmy Hendrix al Piper di Milano. Da fine anni 70 ai primi anni 80 Lucio Dalla produce solo successi come Il gigante e la bambina, Itaca, L’anno che verrà, Anna e Marco, Futura. Del 1986 è Caruso pezzo che ha fatto la fortuna di Lucio in tutto il mondo venendo riarrangiata in più di trenta versioni, compresa quella di Luciano Pavarotti.


Le sue canzoni caratterizzate apparentemente da un ritmo allegro e spensierato nascondono sentimenti e significati sentiti come in Balla Balla Ballerino scritta in seguito alla strage del 2 Agosto. I versi che recitano per la mia commozione c’è una ragazza al finestrino/gli occhi verdi che sembrano di vetro/corri e ferma quel treno fallo tornare indietro implorano quel treno che per anni ha fatto la stessa tratta di fermarsi e non raggiungere mai quella stazione maledetta. Un altro brano che ha sempre attirato molte attenzioni è Domenico Sputo dichiarata autobiografia dell’artista. Sul campanello della sua abitazione bolognese infatti era inciso appunto questo nome legato a un gioco che faceva da bambino. Con questo pseudonimo ha anche partecipato a vari album di altri artisti come corista, sassofonista o tastierista.


Molti cantanti italiani devono la loro fama a Dalla che ha impersonato un vero ruolo di talent scout. Primi fra tutti il gruppo bolognese degli Stadio. La band, infatti, inizialmente era il gruppo di supporto di Dalla negli anni ’70 e il frontman, Gaetano Curreri, si unì a loro solo durante il Banana Republic Tour con Francesco De Gregori. Nel 1981 la band viene ufficialmente fondata. Ma gli Stadio sono solo uno degli artisti scoperti da Dalla, insieme a loro, anche Luca Carboni e Ron ad esempio. È stato vicino di casa di Franco Battiato in Sicilia dove ha prodotto il suo vino “stronzetto dell’Etna” ispirato da Camelo Bene che l’avrebbe definito così una volta arrivato a cena, e ha suonato per Pupi Avati acerrimo rivale intellettuale, geloso del talento innato di Lucio.

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alcuni versi de l'Anno che Verrà in via d'Azeglio

La sua morte ha sconvolto i fan di tutto il mondo. Colpito da infarto fulminante mentre si trova in Svizzera il 1 marzo del 2012, Dalla torna nella sua Bologna a lutto e ricoperta di fiori. Per mesi via d’Azeglio ha pianto il suo abitante con canzoni lanciate dagli autoparlanti e piccoli pellegrinaggi nei luoghi che hanno ispirato la sua arte. Il funerale ha riempito piazza Maggiore con un cordoglio silenzioso di persone che volevano rendere omaggio a quel talento innato.


Nel 2018 la sua Bologna ha installato delle luci a led declamanti i versi di L’anno che verrà in tutta via d’Azeglio, per poi tornare nel 2020 con Futura. In Piazza Cavour è stata posta una statua bronzea raffigurante l’artista con in mano il clarinetto e il testo di Caruso. Decine gli eventi quest’anno in occasione dei dieci anni dalla morte.


Inaugura al Museo Civico Archeologico di Bologna mostra-evento Lucio Dalla. Anche se il tempo passa (dal 4/3/2022 al 17/7/2022) che documenta l’intero percorso umano e artistico del cantautore. Curata da Alessandro Nicosia con la Fondazione Lucio Dalla, insieme a documenti ci saranno foto e filmati inediti, abiti di scena e l’inseparabile clarinetto. Al teatro Don Bosco di Castello d’Argine, il 4 marzo alle 21, va in scena una serata dedicata a Lucio tra musiche, balli e racconti.


Le commemorazioni non si sono mai fermate da quel dannato 1 marzo 2012, come a non voler lasciar spegnere quel vivo ricordo del cantautore bolognese, come fosse ancora possibile scrivere a quel caro amico che ci ha lasciato senza darci il tempo di dirgli, un’ultima volta, te voglio bene assaje.

Eleonora Poli.

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