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Sarò Franco

di Luigi Ercolani


Le parole secondo me sono il vero strumento, la vera arma che l'uomo ha per comunicare i propri pensieri, la propria sensibilità. È vero che siamo una società molto basata sul visivo e sull'immagine, ma la parola resta l'esercizio migliore per la comunicazione”. Firmato: Franco Trentalance, ovvero uno dei volti italiani più conosciuti nel campo della pornografia.

Si chiama “Sarò Franco” il documentario, disponibile su Amazon Prime Video, che racconta il bolognese ex-pornodivo, che franco lo è davvero. Senza filtri, ma allo stesso tempo in maniera educata ed accomodante, Trentalance ripercorre non tanto la propria carriera, quanto piuttosto le tappe più significative della sua vita, che non si limita a quanto fatto davanti alle telecamere, ma si estende anche oltre, abbracciando altre passioni che il protagonista ha portato avanti ben oltre la fine del suo percorso professionale, datata 2017.

Ciò che rimane al termine di questo documentario, nel complesso, è prima di tutto un ritratto di Franco Trentalance molto personale, e che anzi, senza timore di essere fraintesi potrebbe essere sicuramente definito come “intimo”. La scrittura (ad ora sei libri, equamente divisi tra narrativa e saggistica), la cucina, il trekking, il tiro con l'arco, l'attività di mental coach, sono tutti aspetti che restituiscono le tante sfaccettature, le molteplici passioni, che una persona può avere, anche al di fuori della sua sfera professionale.

Questo spettro di interessi non è tuttavia fine a sé stesso, ma aiuta lo stesso ex-pornoattore a tracciare una filosofia personale, grazie al quale poi offrire spunti di riflessione allo spettatore. In particolare, ciò che unisce l'inizio e la fine della pellicola è il tema della libertà, in questo caso intesa come discernimento della propria coscienza a cui far seguire la scelta consapevole di quale percorso di vita intraprendere, nell'ottica del raggiungimento di una piena realizzazione personale. Lo scopo ultimo è liberarsi di ciò che appesantisce la vita umana e le impedisce di librarsi verso le altezze che essa anela raggiungere.

Proprio a tale obiettivo risulta funzionale il racconto, sempre sobrio e trattato con serenità, di alcuni passi della carriera dello stesso Franco Trentalance . Non si tratta quindi di uno sguardo dietro le quinte fine a sé stesso (verrebbe da dire “voyeuristico”, visto l'ambito trattato), ma, al contrario, è la dimostrazione che anche un ambito molto particolare, delicato e trattato ancora con troppa esitazione, può risultare un sentiero per trovare una strada che si riconosce come propria.

L'excursus nel mondo della pornografia serve altresì, allo stesso tempo, per intavolare un discorso di tipo antropologico, utilizzando esempi concreti dei cambiamenti sociali avvenuti negli ultimi trent'anni. Le testimonianze di Priscilla Salerno, pornodiva coeva di Trentalance, di Max Felicitas, portoattore e influencer, e del produttore Rudy Franca offrono in questo senso un quadro ancora più ampio ed articolato, e mostrano però come ci siano ancora difficoltà di accettazione legate allo specifico settore del porno.

In merito ai cambiamenti, l'ultima parola spetta ancora a Trenlanace, il quale, in modo molto puntuale, evidenzia come “ci facciamo invadere dalla tecnologia, perdiamo sempre più manualità. Cosa mantiene viva la manualità? Lo sport, il sesso e la cucina”. O, come dicevano gli antichi romani, mens sana in corpore sano.



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