Spider-Man: Brand New Day
- 1 giorno fa
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di Luigi Ercolani

“Dream/Send me a sign/Turn back the clock/Give me some time./I need to break out/And make a new name./Let's open our eyes to the brand new day”.
Queste parole sono tratte dal ritornello della canzone Brand new day di Ryan Star. Si tratta, nello specifico, di un brano del 2009 che è stato la colonna sonora della serie tv Lie to me, il cui protagonista era interpretato da Tim Roth.
È improbabile che sceneggiatori e regista di Spider-Man: Brand New Day si siano ispirati ad una hit che si avvicina ai vent'anni per la stesura del quarto film dell'Uomo Ragno interpretato da Tom Holland. Ciononostante, per questo lungometraggio tale canzone è un perfetto accompagnamento.
Riprendiamo le parole della canzone: “Sogno, mandami un segno, metti indietro l'orologio e dammi un po' di tempo”. Una descrizione molto aderente alla situazione iniziale del protagonista.
Passo indietro: il lettore si ricorderà che nel'ultimo episodio, Spider-Man: No Way Home, l'eroe aveva fatto ricorso ad un incantesimo dello stregone Doctor Strange per far dimenticare a tutti la propria identità, resa pubblica nel secondo film. Ed è da questo punto che riparte il nuovo capitolo.
Tramite i social il Tessiragnatelesegue segue infatti la carriera universitaria della ex-fidanzata e del migliore amico, che come gli altri lo hanno rimosso dalla propria memoria. Un modo come un altro, alla stregua di quanto dice la canzone, di riportare indietro l'orologio, di stare ancora insieme.
Il suo impegno costante, fino quasi al burnout, per rendere New York una città sicura diventa quindi un modo per riempire il vuoto che ha dentro. Un vuoto relazionale, a cui sente comunque di dover mantener fede per non mettere in pericolo l'incolumità di entrambi i suoi affetti.
Ma qualcosa accade. Il DNA modificato di Peter inizia a mutare, generando effetti indesiderati e non sempre e non del tutto controllabili.
Il ritorno nella Grande Mela dei due affetti e la comparsa in scena di una nuova misteriosa antagonista fanno il resto. Costringendo Spider-Man a guardarsi dentro per capire cosa non va.
E così, esattamente come canta Ryan Star, l'eroe deve aprire gli occhi al nuovo giorno. Non solo fisicamente, visto che la mutazione gli fa cambiare la percezione visiva e diversi altri sensi, ma soprattutto a livello di stato d'animo.
L'amichevole Uomo Ragno di quartiere, impegnato in una lotta solitaria (e solipsistica) al crimine urbano è obbligato dagli eventi a scendere a patti con l'idea che l'essere umano non è fatto per stare da solo. Che serve una dimensione relazionale, affettiva, che ci ancora agli altri.
I quali possono essere amori, o amici vecchi e nuovi, come nel caso dell'antieroe Punitore. O persino avversari, specie quando si scopre che le forze che dovrebbero tutelare i cittadini sono in realtà le prime a tradirne la fiducia.
Un tema ricorrente, questo, della narrazione della Marvel. In particolare declinato, sin dal primo Avengers, in una cieca e spasmodica corsa agli armamenti da parte di vari organi governativi.
Spider-Man: Brand New Day, cerca quindi nel complesso di tenere insieme due necessità. Da una parte riprendere il filo dell'universo cinematografico della Marvel, dall'altra raccontare il miglior Arrampicamuri possibile.
Pur con qualche forzatura, comunque passabile, entrambi gli obiettivi vanno decisamente a bersaglio. Regalando due ore e venti che mescolano azione, mistero ed introspezione.



