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Vivere nell’età napoleonica con Les Grognards de l’Armée d’Italie

Aggiornamento: 7 giu

L’associazione “Les Grognards de l’Armée d’Italie” è nata nel 2006 a Parma per iniziativa di un gruppo di amici appassionati di storia che amano condividere i loro studi e approfondimenti sulle uniformi, le armi, le tattiche e gli eventi del periodo napoleonico.
Un modo coinvolgente e originale per immergersi nella storia e nella cultura.


Le uniformi indossate dai membri dell’associazione sono state ricreate fedelmente, come le armi e le dinamiche delle battaglie dell’epoca. Numerose sono le rievocazioni storiche organizzate in Italia, specie in Emilia-Romagna, in Lombardia e in Alto Adige, e all’estero, in Francia, in Germania, in Belgio e nella Repubblica Ceca. In queste manifestazioni, sempre capaci di coinvolgere coloro che vi assistono, si può vedere un piccolo Stato Maggiore con i suoi ufficiali e i soldati della Guardia Imperiale, che ruotano intorno alla figura dell’Imperatore e dell’Imperatrice.


Tra le manifestazioni presentate con successo dall’associazione spicca da vari anni la rievocazione dell’arrivo di Napoleone I e del suo entourage al Palazzo Ducale di Modena (ora Accademia Militare), attraverso la ricostruzione fedele di ogni tappa del fatto storico. L’evento si avvale del patrocinio del Comune di Modena e dell’Associazione Modena Amore Mio.


Nel gennaio 2023 l’associazione ha inoltre ricostruito e dato vita alla rievocazione della nascita del Tricolore, evento organizzato nella sala comunale di Reggio Emilia dove si tenne l’assemblea che deliberò la nascita della Repubblica Cisalpina. Altro impegno del gruppo è fare rivivere ogni anno l’arrivo dell’Imperatore alla Reggia di Stupinigi, come esattamente avvenne nel lontano 1805 dopo che Napoleone divenne anche Re d’Italia.


Oltre alle rievocazioni storiche altri fiori all’occhiello dell’associazione sono le conferenze, dove vengono approfonditi argomenti del periodo napoleonico presentando testi storici e reperti originali a un pubblico interessato e motivato. 


L’Associazione Les Grognards de l’Armée d’Italie è presente su Facebook con tanti approfondimenti.


Laura Scandellari

Presidente Fitel Emilia Romagna Aps


Les Grognards de l’Armée d’Italie

Grognards! Brontoloni! Coperti di ferite, vincitori dell’Europa intera, avevano visto migliaia di palle passare sulle loro teste, avevano provato il fuoco e la polvere … erano entrati vittoriosi in tutte le capitali da Mosca a Madrid, dal Manzanarre al Reno, dalle Alpi alle Piramidi. A loro vogliamo rendere onore con il nome della nostra associazione “Les Grognards de l’Armée d’Italie”.


Con la nostra passione per la storia, e l’epopea napoleonica in particolare, vogliamo far rivivere, attraverso la ricostruzione storica, i luoghi dove quegli uomini duecento anni fa seguirono il loro Imperatore costruendo la sua gloria. Francesi, italiani, polacchi, olandesi e tanti tanti altri, tutti membri di una falange entrata nella storia. 


Associazione Les Grognards de l’Armée d’Italie

“Les Grognards de l’Armée d’Italie” è una piccola associazione nata da un gruppo di amici e alimentata dall’amicizia. Insieme a tanti altri in Italia, in Francia, in Inghilterra, in Belgio e Repubblica Ceca, Malta e altrove ci proponiamo per organizzare eventi in luoghi indimenticabili per gli appassionati dell’epopea. Pagine di storia raccontate dal vero e da dentro, per noi che vestiamo i panni di uomini e donne che vissero con Napoleone e per Napoleone. Uno Stato Maggiore con i suoi ufficiali e i soldati della Guardia Imperiale attorno alla figura dell’Imperatore e dell’Imperatrice, fedeli, il più possibile, negli abiti e nei modi che furono di allora per il gusto insopprimibile di vivere l’epopea napoleonica.


Ecco cosa è e da chi è formata la nostra associazione, dove si lavora duro ma ci si diverte anche, dove si fa ricerca storica e si fanno anche migliaia di chilometri, dove si rispetta il grado senza mai dimenticare l’amicizia.


Associazione Les Grognards de l’Armée d’Italie

I Grognards non sono nuovi alla ricostruzione storica. Di nuovo vi è solo il nome. Per diversi di noi, infatti, l’avventura napoleonica è nata fin dai primi anni 90 del secolo scorso e prima ancora molti sono stati membri dal 2006 dell’Armée d’Italie, l’associazione che ha preceduto i Grognards. Perciò a buon diritto possiamo dire che siamo oggi dei veterani della ricostruzione storica passati come tanti autentici Grognards su tanti campi di battaglia napoleonici, da Marengo a Waterloo, senza dimenticare l’Elba, Fontainebleau, Brno e Rambouillet, solo per citarne alcuni fra i tanti. 


Studio delle fonti, ricerca e formazione continua sono ingredienti indispensabili, tuttavia, per non cadere in errori e approssimazioni. Conoscere i fatti così come conoscere regolamenti, ordini e ruoli sono pane quotidiano di ciascuno di noi. Se è vero che Napoleone soleva dire che nello zaino di ogni soldato vi è il bastone di Maresciallo possiamo osare affermare che in ogni rievocatore si nasconde non solo un appassionato di storia ma anche un bravo comunicatore. Del resto comunicare, attrarre e perché no far partecipi gli altri è un po’ la mission dell’associazione.


Il progetto, ormai consolidato, dell’Emilia napoleonica, della scoperta e divulgazione delle emergenze napoleoniche nel territorio emiliano è ormai da tempo il filo conduttore dell’associazione attraverso una varietà di attività, dalla didattica alla rievocazione, sempre mirate a valorizzare i luoghi stessi in cui abitiamo. Non dobbiamo mai dimenticare infatti che questo territorio fu Impero e fu Regno d’Italia per volontà dell’Imperatore e che le tracce di quel passato non tanto lontano sono a tutt’oggi presenti. 


Associazione Les Grognards de l’Armée d’Italie

Tutto ciò non sarebbe, e di fatto non è possibile senza disciplina e attenzione massima ai ruoli. Come ogni rievocatore napoleonico sa, il reenactment non è un semplice gioco di ruolo. Non si indossa un’uniforme o un abito senza pensare che uomini e donne duecento anni fa hanno vestito gli stessi panni. Alcuni addirittura non avevano che la divisa e la caserma come casa e molto spesso come famiglia. Ecco perché regola ferrea è chiudere nell’armadio il giorno di Carnevale le nostre uniformi. La rievocazione, pubblica o privata che sia, non è folklore e con lo stesso non va confusa. Non deve infatti meravigliare se ci si attiene alla disciplina militare di allora, se si usa la lingua di allora e gli oggetti di allora. Il reenactment napoleonico non è un hobby domenicale, ma un impegno serio e costante, nella consapevolezza di rimettere in gioco la storia, di creare pagine di storia vivente. Non a caso, infatti, agli inizi si parlava della rievocazione napoleonica in Italia come di storia vivente, perché questo era il preciso intento di ogni rievocatore. Ogni rievocatore era ben convinto di dover trasmettere attraverso la sua persona, indipendentemente dal ruolo, la passione per l’epopea napoleonica. Anche il canto e le musiche sono patrimonio indispensabile; si fa gruppo come si faceva allora. Che tristezza vedere colonne di soldati avanzare senza musica e canti! E che dire del cibo, dell’arredo e di ogni altro oggetto utile a raccontare in prima persona una pagina di storia memorabile. Si è felici di dormire in una tenda, di stare in un bivacco, di dividere le fatiche che non saranno non più tali ma ricordi divertenti. 


Associazione Les Grognards de l’Armée d’Italie

Infine mi sia concesso dire che forse lasciamo un mondo migliore di quello che troviamo. Perché se le diverse uniformi che portiamoci hanno  un tempo divisi, oggi ci uniscono perché unica è la nostra passione. E quando la pioggia e il vento cancelleranno le tracce dei nostri bivacchi non potranno mai cancellare la nostra amicizia.


Ogni volta già pensiamo alla prossima volta, quando scorgendoci da lontano non vedremo l’ora di abbracciarci per dar vita ancora una volta a un evento napoleonico. Questi siamo noi!


Roberto Colla 

Presidente Associazione Les Grognards de l’Armée d’Italie


Les Grognards de l'Armée d'Italia

Via Passo della Cisa, 27 Parma

Presidente Roberto Colla


Napoleone Bonaparte, il genio militare che ha cambiato la storia 

Napoleone Bonaparte, noto anche come Napoleone I, è stato uno dei più influenti leader militari e politici della storia. Nato il 15 agosto 1769 in Corsica, un anno dopo la cessione dell’isola alla Francia da parte della Repubblica di Genova, Napoleone Buonaparte (che cambiò il nome in Bonaparte per renderlo più assimilabile alla parlata francese) crebbe durante la Rivoluzione francese. Nel 1799 conquistò il potere come Primo Console e nel 1804 divenne Imperatore dei francesi.


Nel periodo in cui rimase al potere Napoleone portò avanti una serie di riforme, modernizzando il sistema giuridico con l’introduzione del Codice Napoleonico, un insieme di leggi che hanno influenzato e ancora oggi influenzano il diritto civile di molti paesi, promuovendo l’istruzione pubblica, le infrastrutture e lo sviluppo economico. Considerato un genio militare e un riformatore, di certo contribuì a modernizzare la Francia e a plasmare l’Europa moderna.


La sua capacità di guidare le truppe, la strategia brillante e il carisma gli permisero di guadagnarsi per lungo tempo il sostegno sia dell’esercito che del popolo francese, mentre le vittorie militari gli fecero guadagnare prestigio e potere. Napoleone condusse numerose campagne militari di successo, espandendo il territorio francese e creando un vasto impero in Europa. Tra le vittorie più famose va annoverata la battaglia di Austerlitz nel 1805, mentre la battaglia di Waterloo del 1815 sancì la sua definitiva sconfitta dopo la disastrosa ritirata dalla Russia nel 1812. In seguito alla sconfitta di Waterloo Napoleone fu esiliato all’isola di Sant’Elena, dove morì.


Fu vera gloria?, si chiedeva Alessandro Manzoni nella poesia 5 maggio, scritta in occasione della morte di Napoleone Bonaparte avvenuta il 5 maggio 1821. Di certo la sua figura continua a essere oggetto di studio e dibattito da parte degli storici, al di là del valore militare e delle riforme da lui introdotte che segnano ancora oggi la giurisdizione e la cultura europea. Basti dire che, durante la campagna in Egitto a cavallo tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, Napoleone portò con sé un gruppo di scienziati, storici e archeologi, tra cui il capitano Pierre-François Bouchar. Questo gruppo di studiosi, noto come la Commissione delle Scienze e delle Arti, contribuì a diffondere la conoscenza dell’antica civiltà egizia in Europa. Tra le scoperte più note vi è la famosa Stele di Rosetta che permise agli studiosi di decifrare i geroglifici del tempo dei faraoni. 


Superstizioso e basso di statura (ma i suoi 1,69 cm erano una misura addirittura sopra la media in quei tempi), Napoleone nascondeva spesso la mano destra all’interno del suo giubbotto. Il gesto, diventato noto come il “gesto di Napoleone”, era frutto di una semplice moda: i personaggi che volevano farsi ritrarre assumevano quella posizione per ispirare rispetto e senso di autorità.


Napoleone e l’evoluzione della medicina 

Durante il suo impero Napoleone Bonaparte introdusse diverse riforme nel sistema sanitario francese. Innanzitutto lo centralizzò, creando un’organizzazione governativa nota come “Amministrazione dei servizi sanitari”, responsabile della supervisione e della gestione dei servizi sanitari in tutto il paese. Inoltre ordinò la costruzione di nuovi ospedali dotati di attrezzature mediche all’avanguardia in diverse città francesi e promosse la creazione di scuole di medicina, aumentando i finanziamenti e contribuendo a soddisfare la crescente domanda di professionisti medici formati adeguatamente, in modo da migliorare l’accessibilità della popolazione alle cure mediche. Le scuole di medicina svolsero svolto un ruolo chiave nella promozione della ricerca scientifica e nella diffusione delle nuove scoperte mediche.


Va tenuto presente che le battaglie dell’epoca napoleonica lasciavano sul campo un numero impressionante di morti e di feriti, non solo a causa delle micidiali armi da fuoco ma anche per il ritardo dei soccorsi. Napoleone introdusse diversi miglioramenti per il soccorso medico sul campo di battaglia, a partire dall’istituzione di reparti specializzati composti da medici, chirurghi, infermieri e assistenti medici che si occupavano di stabilizzare e curare i feriti. Nelle vicinanze dei campi di battaglia furono inoltre allestiti ospedali provvisori attrezzati con letti, materassi, strumenti chirurgici e forniture mediche di base. Il medico francese Dominique-Jean Larrey inventò un sistema per ridurre i tempi di attesa dei feriti, facendoli trasportare su carrozze trainate da cavalli - chiamate ambulanze volanti - che andavano a prelevare il ferito nei campi di battaglia. Fu messo in funzione anche il sistema di triage riprendendo il lavoro di un altro medico francese, Pierre-François Percy, grazie al quale si stabiliva la maggiore o minore urgenza con cui assistere i soldati in base alla gravità delle ferite, e non al grado o alla posizione che occupavano nell’esercito.


Negli ospedali  da campo i medici e i chirurghi venivano addestrati a curare in emergenza le ferite da combattimento e a prendere decisioni rapide e cruciali per salvare vite umane, incluse le amputazioni, la rimozione di proiettili e la sutura delle ferite per prevenire infezioni e complicazioni che allora erano tra le cause più frequenti di decesso in seguito alle ferite da arma da fuoco. 


Ponti, strade e canali: il senso di Napoleone per le infrastrutture 

Il Corpo degli ingegneri di ponti e strade fu istituito con un decreto il 18 novembre 1808, in piena epoca napoleonica. I tecnici che inizialmente furono chiamati a formare il Corpo erano architetti; soltanto il nucleo direttivo, provenendo dalle accademie militari, era particolarmente versato per i lavori stradali e idraulici. Successivamente fu fondata la Scuola di Applicazione, sul modello dell’École d’Application des ponts et Chaussées, riorganizzata da Napoleone nel 1804. La scuola avrebbe provveduto a formare i cosiddetti scienziati-artisti, ossia gli ingegneri con una specializzazione in campo strutturale, funzionale e tipologico tale da permettere loro di affrontare, da funzionari di Stato, la progettazione delle molteplici opere pubbliche del Regno.


L’attenzione per le infrastrutture fu una priorità per Napoleone. Il quale aveva una visione chiara della loro importanza per la modernizzazione e l’integrazione del paese, per stimolare il commercio interno e le industrie locali, per facilitare il trasporto di merci e il flusso di persone da una regione all’altra aumentando così le opportunità economiche, ma anche per migliorare la logistica militare e la mobilità delle truppe. Per ragioni di controllo e di sicurezza l’Imperatore voleva che le forze armate potessero spostarsi rapidamente e facilmente attraverso il territorio dell’impero.


Napoleone ordinò così la costruzione di nuove strade e il miglioramento di quelle esistenti, fece costruire ponti e una rete di canali per migliorare il trasporto fluviale e facilitare il commercio interno. Molte delle opere costruite durante il periodo di Napoleone sono ancora in uso e costituiscono un patrimonio storico, artistico e culturale di grande valore.


Laura Scandellari

Presidente  Fitel Emilia Romagna Aps

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